At 29 settembre 2007 alle ore 07:01, STQCMC
far morire lentamente in prigione è peggio, stai tranquilla. la pena di morte non è un deterrente, basta guardare le statistiche negli USA. in Canada, che è appiccicato, non viene applicata e c'è pochissima violenza. il problema è tutto nella solita storia trita e ritrita: far applicare le leggi...è ora che inizino, magari da Berlusconi.
:*
At 29 settembre 2007 alle ore 11:30, Sara Sidle
Leggendo il post, per la maggior parte dei discorsi mi trovi d'accordo. A volte anche a me capita di asserire di volere la pena di morte. Poi ci penso e credo che non vorrei mai avere sulla coscienza qualcuno,in ogni caso, sia da colpevole o da presunto colpevole. Sono, però, per le pene dure. Se qualcuno fa del male agli altri la condanna deve essere severissima, e non la nostra galera con tv, giochi e balocchi vari, ma rigore e lavoro. Una pena dove il condannato vive in una cella dignitosa ma alquanto misera e modesta, senza agi e comodità. Dove ci si alza alle 6 e si va a lavorare tornando a notte fonda. Ma non in ufficio, ma a spaccare di sassi o vangare terreni.La pena deve essere scontata, e il carcere non deve essere una passeggiata. Già oggi, se per gli atti efferati che si commettono, le pene fossero eque, forse la gente ci penserebbe di più a far del male agli altri..
Uccidere qualcuno, no, con le nostre forze dell'ordine, poi, arresterebbero solo innocenti, e allora sai che stragi..
At 29 settembre 2007 alle ore 18:40,
innanzitutto non mi sembra che la gente giri regolarmente armata (cosa che accade in america). IO non saprei dove andare a comprare un'arma quindi non mi sembra una cosa che può fare ogni persona normale. Detto questo, è vero che la giustizia italiana fa letteralmente schifo.
Ma mettendo la pena di morte non cambierebbe proprio niente: Se in italia non facciamo valere gli anni di prigione vuoi che li facciamo ammazzare? come minimo morirebbero i piccoli ladruncoli.
Infine e questo te lo diranno tutti, il compito dello stato non è ammazzare, semmai rieducare, correggere, aiutare.
La storia di "se tu avessi un figlio" è vecchia come il mondo e non ha alcun senso: un conto è la vendetta personale, un altro la giustizia.
La pena di morte non è un deterrente per la criminalità. Quindi non ha alcuna utilità.
At 30 settembre 2007 alle ore 02:55,
A volte basterebbe tenere in galera chi merita di starci e chi non è pronto per uscirne...sulla pena di morte non sono e non sono mai stato d'accordo, non serve a nulla e questo dovrebbero averlo capito da tempo i paesi che la apllicano: calzante l'esempio degli Usa e del Canada. Dovremmo metterci in testa, pene a parte, che nel nostro paese c'è una cultura da rifondare, quella della civiltà e della legalità...forche e sedie elettriche in questo senso possono ben poco...
At 1 ottobre 2007 alle ore 03:23, enzorasi
NON CI POSSO CREDERE! Una voce fuori dal coro, Se ti sente Aldo Forbice (radio rai) gli cascano tutte le erre mosce che ha.
Io davvero non so sela pena di morte risolve il problema, NON LO SO SINCERAMENTE. Però so che in Italia la pena di morte esiste e viene applicata giornalmente contro gente normale che lavora, gioca, studia si diverte, dorme...insomma vive.Non venitemi a dire le solite stronzate condite da acute riflessioni sociologiche. e allora come la mettiamo? Io ho un negozio mettiamo una tabaccheria, mettiamo a Palermo, e entra un tipo armato e vuole i miei soldi, e io resisto non glieli dò. E lui mi spara, MI CONDANNA A MORTE. O No ! E se invece io gli sparo nelle palle e non mi faccio rapinare? Passo i guai perchè è eccesso di leggittima difesa. Volete un esempio più alto e nobile, prego: faccio il magistrato e so come colpire gli interessi mafiosi perchè li conosco bene. Lo stato mi "protegge" da anni, sono blindato, non vado neanche a pisciare senza scorta, ogni tanto mi intervistano al tg, ogni tanto il presidente del consiglio, il presidente della repubblica, il presidente di qualcosa assieme al cardinale all'esperto e all'opinionista di tendenza mi esprime tutta la sua riconoscenza e fiducia, tutta tutta...IO SONO SOLO dentro ad un sistema che è mafia, che è accordi stretti in contemporanea alla fiducia e riconoscenza di cui sopra. Poi un giorno atterro all'aeroporto e torno per un fine settimana nella mia città e salto in aria assieme alla mia donna e alla scorta perchè hanno MINATO L'autostrada. IO SONO STATO CONDANNATO A MORTE ! O no! Senti a parlarne di queste cose sto male, ma è giusto riprenderlo il discorso appena mi passa l'attacco di bile.
Ps. Temo che molti non rispondano ad un'opinione come la tua perchè è scomoda, troppo e anche nel blog il conformismo e la sua DITTATURA avanzano. Tornerò sul tuo tetto.
At 1 ottobre 2007 alle ore 08:15, marge
Non sono pienamente daccordo, se la giustizia italiana funzionasse anche un omicida avrebbe la giusta punizione con un ergastolo.......sapere che tutta vita si starà chiusi in una cella e magari lavorando duramente è una bella pena.......certo se poi un omicida dopo qualche anno si ritrova libero ...........
At 1 ottobre 2007 alle ore 12:17,
Sono davvero sconcertata dall'aria forcaiola che tira in questo blog.
Poi casomai tutti a messa la domenica mattina a fare la comunione e a parlare di perdono.
La pena di morte sta scomparendo, lentamente, da quasi tutti i paesi del mondo. E' un segno di grande inciviltà. Con le vostre parole crudeli, infarcite di acredine, esaltate l'omicidio di stato.
Giustamente bisogna pretendere giusti processi e certezza di pena.
Però non bisogna dimenticare che il carcere dovrebbe "correggere" e "recuperare".
E bisogna anche pensare che c'è chi si pente, riconoscendo i propri sbagli...perchè no dargli una opportunità?
Aggiungo anche che è troppo comodo gridare "dalli all'untore" al primo disgraziato che perde la testa....E se non fosse quello il colpevole? E lo si fa fuori??
Ecco facciamo questo di esempio. Per una serie fortuita di cause, viene incriminato vostro padre di un omicidio che non ha commesso....Lo condanniamo a morte e lo facciamo fuori. Poi salta fuori il vero colpevole. Che facciamo? Chiediamo scusa alla famiglia ?
Guardate quanti errori negli stati uniti...MA CHE SCHERZIAMO?!
PICCOLè DICE DI ODIARE LE VIOLENZE e si augura pene di morte, carceri disumane ecc.ecc.
Mah!
At 1 ottobre 2007 alle ore 14:32, Sara Sidle
L'ho già detto, non sono a favore della pena di morte, anche se a volte, nella rabbia del momento, capita di pensarlo. Sono per le pene dure, e non credo assolutamente che il carcere debba rieducare correggere nè tantomeno recuperare. Chi ha il coraggio di togliere la vita ad un essere umano, magari a sangue freddo, come Erika De Nardo, per esempio, o Pietro Maso, e chissà quant'altri, dubito fortemente che potrà mai vivere un sincero pentimento. O forse è possibile, ma non riuscirei mai a perdonarlo.
Non dimentichiamoci, poi, di Angelo Izzo, mandato fuori con permessi premio che sono costati la vita ad altre due donne. Credo che ci si debba arrendere al fatto che la gente è cattiva per il gusto di esserlo, che può ingannare e far credere pentimenti solo per il proprio interesse. Voler essere buoni a tutti i costi, a volte può essere dannoso per altri. Non dimentichiamoci le vittime, a volte trascurate solo per l'irresistibile desiderio di perdonare a tutti i costi.
At 2 ottobre 2007 alle ore 00:03, enzorasi
x Principessa:tu parli di aria forcaiola, è vero l'aria si è fatta pesante perchè da tempo la delinquenza ha eretto patiboli in tutte le strade e getta le vittime nella fossa comune delle parole forbite e dei distinguo aprioristici. che c'entra la messa? Non mi pare che gli interventi fin qui scritti abbiano una impostazione religiosa. Restiamo sul laico prego, siamo tutti cittadini di una repubblica. Omicidio di stato? può darsi e ce da riflettere a lungo, però ti dico: uno stato che non fa NULLA per proteggere la civile convivenza e settori d'opinione sempre pronti a capire chi uccide , violenta, stupra, annichilisce una parte della società e a NON CAPIRE ANZI A GUARDARE COME MERDE SCHIFOSE CHI NON VUOLE SPARIRE NE MORIRE per mano del bastardo di turno, uno stato così esercita o no l'omicidio di stato?
Beccaria! Gran libro e grande momento storico, il 18° secolo, il secolo dei lumi, la ragione al potere, Voltaire, Rosseau e poi A. Smith il liberalismo economico, la nascita della civiltà industriale...prima di buttare lì un nome si deve abbracciare la storia che l'ha fatto nascere e il figlio che ha partorito. LA RIVOLUZIONE FRANCESE. Le tenebre e i roghi medievali furono spazzati via ma le piazze erano piene di GHIGLIOTTINE. C'è sempre l'altro lato della medaglia, riflettiamo anche su questo.
C'è infine una cosa che non sopporto: le proteste maggiori sull'aria "forcaiola" (ma giuro non è un'accusa per Amnesty) vengono da ambienti che fino ad ieri ed anche oggi sono innamorati di ideologie politiche e religiose che fanno della violenza una pratica quotidiana e ideologicamente giustificata; vanno in piazza per protestare per l'iniezione letale nel Texas e NON SI MUOVONO MAI PER ES. SE UNA RAGAZZA MUSULMANA VIENE SGOZZATA DAI FAMILIARI IN ITALIA PERCHE VOLEVA VIVERE ALL?OCCIDENTALE E PORTARE LA MINIGONNA.
ASPETTO RISPOSTE E SONO DI NUOVO INCAZZATO:
At 2 ottobre 2007 alle ore 02:40, Richie
@enzoraso: Cesare Beccaria è più attuale che mai. Sia che lo si riferisca alle condanne a morte in texas riservata solo a chi non può permettersi un avvocato cazzuto, come nei casi di padripadroni che decidono sulla vita dei figli, anche per i delinquenti che non si fanno scrupoli ad uccidere per rubare pochi spiccioli il buon Cesare ha da insegnare qualcosa.
E bada bene io non sono per niente garantista. Chi ha sbagliato deve pagare, ma non con la vita.
Per risolvere i cronici problemi della giustizia italiani è da criminali anche solo pensare di ricorrere a metodi propri dei regimi totalitari.
Per la tua incazzatura può fare molto un bel infuso fumante di valeriana.
At 2 ottobre 2007 alle ore 03:17, enzorasi
x Richie: nonostante il tono sfottente del tuo intervento e la vaga e supposta aria di superiorità morale nei confronti di un'opinione diversa dalla tua, riprenderò in mano il libro di Cesare Beccaria "dei delitti e delle pene" e lo rileggerò con attenzione. PERO' TI CHIEDO E CHIEDO A TUTTI QUELLI CHE SONO INTERVENUTI: PERCHE MI OFFENDI E MI DAI DEL CRIMINALE ?
At 2 ottobre 2007 alle ore 05:36,
io sono contrario alla pena di morte per una questione di pura civiltà democratica:
uno Stato non si può arrogare il diritto di togliere la vita di alcuno...
che una persona colpita da una grave perdita, da un assassinio in pratica, possa pensare di voler veder morto chi ha fatto quel danno, lo posso capire, anche se trovo sbagliato anche questo pur non essendo credente.
Non credo al "occhio per occhio, dente per dente" insomma e nemmeno sono per il perdono cristiano...
ma di risolvere il problema con un altro omicidio mi rifiuto aprioristicamente.
E' una catena di violenze che si dovrebbe spezzare e invece verrebbe alimentata, non un deterrente, la pena di morte.
At 2 ottobre 2007 alle ore 07:11, Richie
>enzoraso: strafottente è solo l'ultima riga del mio intervento.
Tornando alla tua domanda: tomas ha già colto il nocciolo della questione, ovvero rispondere ad un crimine con un crimine è "da criminali".
Sia chiaro una cosa: enzo non ce l'ho con te e nemmeno con quelli che sono favorevoli alla pena di morte perchè esasperati e sfiduciati dalle istitituzioni con evidenti e palesi deficit come quelle italiane. dico solo: dai il tuo contributo perchè le cose vadano meglio! Volontariato nelle carceri e anche nelle cancellerie dei tribunali, o nelle questure, possono aiutare a rendere più funzionale la GIUSTIZIA. E' fin troppo semplice e del tutto inutile limitarsi a "e' giusto che tu muoia!".
Non è con le pene sporpositate che si risolvono i problemi di ordine pubblico. Per citare un parente del Beccaria, A.Manzoni, le pene per evitare lo spadroneggio dei "bravi" c'erano e severissime ma nessuno le faceva rispettare.
At 2 ottobre 2007 alle ore 09:23, Miss Dickinson
Io sono contraria alla pena di morte, perchè sono dell'idea che nessun essere umano possa togliere la vita ad un altro essere umano in nome di chissà quale giustizia.
Però sono per il carcere un po' più duro di quello di adesso, un carcere dove un rapinatore non dovrebbe avere lo stesso trattamento di un serial killer e dove chi ha ucciso o violato dovrebbe pagare pene durissime.
Forse spesso ci dimentichiamo delle vittime, perchè è molto più semplice cercare di capire l'assassino, sperare in un pentimento e provare a capire le sue ragioni.
Io credo che se qualcuno uccidesse una persona a me cara, probabilmente non ce la farei a provare tanta compassione. Sono sicura che arriverei ad odiare, ad augurare cose tremende all'autore di tale scempio, quindi è inutile che finga di essere quello che poi non riuscirei ad essere fino in fondo.
A parole riesco ad essere ragionevole, se mi toccasse da vicino, forse non augurerei la pena di morte, ma odierei ad un punto tale che sarebbe forse la stessa cosa.
At 2 ottobre 2007 alle ore 15:38, Il Mari
Bel post, nel quale metti in evidenza la rabbia che c'è in molti italiani, che poi magari pubblicamente si nascondono dietro un dito. Apprezzo quanto hai scritto in piena libertà.
Anch'io molte volte, spinto dalla rabbia, la penso come te o forse peggio. Molte volte penso che se si è CERTI della colpevolezza di un assasino, lo darei in mano hai parenti delle vittime affinchè sfoghino la loro rabbia o peggio gli farei provare cosa vuol dire soffrire e morire lentamente con la tortura, si perché la morte è rapida e forse gli si fa un favore a certa gente, la tortura è lenta.
Ecco, anch'io come te ho avuto il mio sfogo, ma poi mi fermo e penso che non sarei mai capace di turturare una persona ne tanto meno farla soffrire e alla fine mi sentirei colpevole anch'io, allora torno alla pena capitale, tanto c'è il boia o qualcuno che decide di farti sedere su una macchina. Quel boia o quel qualcuno a sua volta diventano assasini e dovrebbero essere condannati alla stessa pena.
(Scusa se il mio discorso sembra ingarbugliato)
Alla fine tiro fuori dalla mia biblioteca mentale il libro Dei delitti e delle pene di Cesare Beccaria e ripenso a quanto mi è stato insegnato e dico che la pena di morte non è la soluzione giusta.
Credo che nel nostro paese le carceri siano inadeguate, la Giustizia lenta, piena di falle e applicata inequamente, inoltre le forze dell'ordine sono mal gestite.
Un saluto
At 3 ottobre 2007 alle ore 12:30, piccolè
xil mari: grazie per la visita inanzitutto,il fatto e' che se ne sentono troppe, l'ultima oggi del brigatista in semiliberta' a Siena. Questo libro lo devo leggere a tutti i costi,me lo avete rammentato in parecchi,basterebbe che la giustizia funzionasse e che le pene fossero adeguate,ma forse non conviene a qualcuno,...corruzione!!!
At 7 ottobre 2007 alle ore 13:45, Kassie
Anch'io sono contraria alla pena di morte,l'unico caso in cui l'hanno usata a modo e' per SADDAM, poi spero la usino anche per BIL LADEM, per il resto dei casi,qualsiasi sia la gravita', io farei valere le celle o le prigioni d'isolamento fino a che esso a vita.
Vorrei rispondere a Alicesu, dicendo che gran parte delle persone italiane viaggiano armati,cioe' con i cortelli che si aprono e si chiudono con una semplcita' pazzesca. Per quanto rigurda un arma, basta andare in un negozio di armi e farsi fare il porto d'armi e comprare una pistola. Io in casa ho un fucile perche' il mi babbo e' un cacciatore, e sono "CONTENTA" di averlo, ma spero di non usarlo mai.